Algoritmo

Sequenza ordinata e finita di passi (operazioni o istruzioni) elementari che conduce ad un ben determinato risultato in un tempo finito

Capire, raccontare e commentare l’arte contemporanea. Vivere l’arte degli ultimi decenni. Parlare dell’oggi nelle sue forme espressive più evidenti.

Il luogo scelto è alle pendici di uno dei più belli e suggestivi borghi d’Italia, Civita di Bagnoregio. Sarà la quinta ideale per il festival, lo sfondo su cui collocare gli spunti di riflessione offerti dai talk, e le opere installative e performative dei vari artisti presenti.

Bagnoregio come centro per un punto di vista privilegiato sul contemporaneo, coinvolgendo anche alcune delle presenze del territorio della Tuscia, ma dando soprattutto uno sguardo globale e cercando un metodo di confronto i diversi personaggi che compongono il circolo dell’arte.

 

 

Concept

Diamoci un senso

 

I sensi consentono di interagire con il mondo che ci circonda, sono i nostri ricettori, anche solo uno di loro ci aiuta a capire, identificare, scoprire o riconoscere ciò che sta accadendo intorno a noi. Il nostro corpo riceve informazioni dall’interno o dall’esterno, le elabora e mette in moto delle reazioni; questo aspetto puramente fisico, permette ad ogni individuo di acquisire esperienza, consapevolezza e di ampliare la propria conoscenza.

Cibo per l’anima

Ogni senso è associato alla mente che ci permette di identificare cosa stiamo toccando, annusando, ascoltando, vedendo e assaporando, ma c’è né un altro… il sesto.

“Ma nello stesso istante in cui il liquido al quale erano mischiate le briciole del dolce raggiunse il mio palato, io trasalii, attratto da qualcosa di straordinario che accadeva dentro di me. Una deliziosa voluttà mi aveva invaso, staccata da qualsiasi nozione della sua causa. Di colpo aveva reso indifferenti le vicissitudini della vita, inoffensivi i suoi disastri, illusoria la sua brevità, agendo nello stesso modo dell’amore, colmandomi di un’essenza preziosa: o meglio, quell’essenza non era dentro di me, IO ero quell’essenza…”

L’intuizione (il sesto senso) di Proust, ci spiega come una petite madeleine ed un tè caldo abbiano potuto riattivare la memoria del passato, quella che lui credeva morta, quindi come l’olfatto ed il gusto abbiano un ruolo fondamentale ‘nell’immenso edificio del ricordo’.

Qualcosa di indefinibile, un’intelligenza divergente, istintiva che sfugge ai parametri convenzionali della logica razionale, e si avvicina di più alla creatività. L’intuito legge i messaggi che ci arrivano dall’inconscio liberando la mente dagli schemi di ragione.

L’arte è coscienza intuitiva.

“Non si perviene alle leggi universali per via logica, ma per intuizione” (Albert Einstein).

 

Perché esserci

Comunità e non community.

Analogico e non digitale. Reale, fatto di carne, idee, visioni.

Algoritmo è una comunità.

E’ gli artisti e critici i curatori, le persone che scelgono di esserci per incontrarsi, trovarsi e ritrovarsi, per mettersi in gioco creando, con ogni mezzo, in ogni modo.

Insieme, perché Algoritmo è fatto di persone che creano legami da cui traggono valore, emozione, ispirazione; che non hanno paura di guardare al presente e al futuro, di usare la propria arte e idee per provare a comprenderli, a raccontarli in modo diverso, unico.

Algoritmo è il suo “dove”, immerso sullo sfondo di una città senza tempo, icona delle radici e della storia che ci ha portato al qui e ora, che ci impone di guardare al presente e al futuro.

Algoritmo è un centro di gravità, una forza attrattiva, seducente, potente , che richiama a sé le voci del nostro tempo affinché raccontino e si raccontino, per ridefinire l’arte facendo arte, parlando di arte, amando l’arte. Rivelandola a un pubblico sedotto da un atmosfera e un luogo unici.

Algoritmo è il luogo, lo spazio e il tempo dove si accolgono le voci della contemporaneità e le si invita a darsi un senso, magari a darlo al mondo.

A sedersi dentro una ex chiesa per ascoltare, guardare o agire, essere se stessi, per condividere, per donare e allo stesso tempo arricchirsi.

Esserci, per darsi e dare un senso. Per infettare il mondo con nuove idee. Idee delle quali c’è disperato bisogno.

 

Auditorium Taborra (Bagnoregio)

 

A cura di Serena Achilli